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17 novembre 2009

Scuola:Proteste in tutta Italia

Il futuro è nostro, riprendiamocelo». È lo slogan di uno dei tanti striscioni degli studenti italiani che sono scesi in piazza in 50 città italiane in occasione della Giornata internazionale del diritto allo studio. L'iniziativa quest’anno viene rappresentata con la frase «Education is not for sale»: la scuola non è in vendita. In Italia ci sono stati almeno 50 cortei, e poi presidi e occupazioni simboliche. E non sono mancati scontri e momenti di tensione, in particolare a Milano. Ma anche a Torino c'è stato un lancio di uova contro il ministero e l'occupazione del rettorato, mentre numerose città sono rimaste paralizzate per il traffico. A Milano 4 studenti fermati durante il corteo partito da largo Cairoli. Per due di loro le manette sono scattate in Questura. I due simpatizzanti del centro sociale Cantiere sono finiti in manette, secondo le prime indiscrezioni, per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, mentre una ragazza, anche lei nota esponente dell'antagonismo milanese, e un quarto giovane sarebbero denunciati a piede libero per gli stessi reati. Proprio nelle fasi iniziali della manifestazione ci sarebbero stati una serie di scontri con cassonetti ribaltati e tafferugli tra studenti e poliziotti.

ps= Impossibile commentare i "blog Amici" mi scuso con i lettori e con i blogger
p.s2= astento riesco ad aggiornare il mio

2 ottobre 2009

Beppe Grillo e la scuola

Questo è un argomento che interessa anche a me.In questi giorni alcune scuole (tranne la nostra come al solito)stanno aderendo allo sciopero contro la Gelmini che continua a fare leggi che non stanno ne in cielo ne in terra,togliendo soldi alla scuola che sarebbe il futuro motore dell'Italia. Come al solito Beppe Grillo ci da alcuni punti sulla scuola


- abolizione della legge Gelmini
- diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole con l’accesso per gli studenti
- graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuità, con l’accessibilità via Internet in formato digitale
- insegnamento obbligatorio della lingua inglese dall’asilo
- abolizione del valore legale dei titoli di studio
- risorse finanziarie dello Stato erogate solo alla scuola pubblica
- valutazione dei docenti universitari da parte degli studenti
- insegnamento gratuito della lingua italiana per gli stranieri(obbligatorio in caso di richiesta di cittadinanza)
- accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie
- investimenti nella ricerca universitaria
- insegnamento a distanza via Internet
- integrazione Università/Aziende
- sviluppo strutture di accoglienza degli studenti

24 giugno 2009

Maturità al via per 500 mila

Sono circa 500mila gli studenti che parteciperanno agli esami di Stato della scuola superiore che inizieranno giovedì 25 giugno con la prova scritta di italiano. Le commissioni e i presidenti di commissione al lavoro saranno circa 13mila e 42mila, invece, saranno i commissari esterni. Lo rende noto il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca. Secondo le prime stime, sono quasi 29 mila - una cifra ben più sostanziosa rispetto a quelle registrate negli anno passati - i ragazzi che non sono stati ammessi. Lo scorso anno furono circa 22mila. E proprio in attesa della prima prova, come ogni anno gli studenti si confrontano in Rete. Cercando di indovinare quali argomenti di attualità o quali autori potrebbero uscire all'esame Per quanto riguarda l'analisi , gli studenti si dividono su Dante: da un lato alcuni sostengono che non può uscire perché negli ultimi anni è stato utilizzato troppo spesso; mentre dall'altro alcuni ritengono che Dante potrebbe essere riproposto, con un'analisi del Paradiso o dell'Inferno. Molti studenti si aspettano un autore del Novecento: tra i nomi più diffusi, troviamo Calvino, Svevo, Moravia, Eco, Pirandello, Pavese, Ungaretti, Saba, Primo Levi e il tema della «Memoria», Quasimodo. Ma c'è chi ipotizza i classici: Manzoni, Leopardi, Pascoli. Tra gli argomenti di attualità, ci si aspetta una traccia sulla crisi economica mondiale, paragonata alla crisi del '29. Oppure l'elezione di Barack Obama come presidente degli Stati Uniti d'America, che può essere lo spunto per affrontare il tema dei diritti umani o quello del razzismo. E ancora: la riforma della scuola italiana e la contestazione degli studenti; la guerra in Medioriente e il conflitto israelo-palestinese; le correnti migratorie e l'immigrazione clandestina; l'eutanasia e il diritto alla vita, con riferimenti al caso di Eluana Englaro; la donna e le difficoltà nella società di oggi; l'esperimento di Ginevra. E sono numerosi gli anniversari che ricorrono nel 2009: 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino; 100 anni dal conferimento del Premio Nobel per la fisica a Guglielmo Marconi; 40 anni dai primi passi dell'uomo sulla Luna; 100 anni dalla pubblicazione del Manifesto del Futurismo; 200 anni dalla nascita di Darwin e 150 anni dalla pubblicazione del testo sull'evoluzione della specie; 60 anni dalla realizzazione della Costituzione italiana; 150 anni dalla nascita di Puccini; 20 anni dalla nascita del web; 500 anni dalle prime osservazioni di Galileo Galilei e dalla pubblicazione del Sidereus Nuncius; 10 anni dalla nascita dell'Euro; 40 anni dalla strage di Piazza Fontana; 80 anni dai Patti Lateranensi.

29 ottobre 2008

Il decreto Gelmini è legge!

Il decreto Gelmini (il 137 del 2008) è legge. Il Senato ha approvato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il provvedimento che porta il nome del ministro dell'Istruzione e che prevede, tra le altre cose, il ritorno dal 2009-2010 delle classi con il maestro unico nella scuola primaria e il voto in condotta che farà media con quelli conseguiti nelle altre materie (la scheda). «La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione» ha detto la Gelmini dopo il voto al Senato, annunciando che entro una settimana metterà mano a un piano che riguarda l'Università.

Referendum e Proteste: L'opposizione però promette battaglia e Walter Veltroni, facendo sua la proposta del leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, ha annunciato che il Pd promuoverà un referendum per abrogare il provvedimento sulla scuola. «Il governo non ha voluto ascoltare nessuno di quanti chiedevano il ritiro del decreto» ha detto il segretario dei democratici «ed ha anche rifiutato il confronto con il mondo della scuola, la maggioranza del quale è critico verso decreto». Non si ferma nel frattempo la protesta degli studenti nella Capitale. Momenti di tensione a piazza Navona, dove si sono registrati scontri tra studenti di destra del Blocco Studentesco e manifestanti dell'Unione degli Studenti. «Continueremo al nostra lotta nelle Università e nelle scuole», hanno annunciato dopo il sì definitivo al decreto i manifestanti radunati sotto Palazzo Madama, raggiunti dopo il voto da tutti i 119 parlamentari del Pd e i 14 dell'Idv.

28 ottobre 2008

Sciopero 30 Ottobre 2008: decreto Gelmini

Il 30 Ottobre sarà una data molto importante per l'Italia e la sua democrazia.Si terranno tantissime manifestazioni in tutto lo "stivale" ma quella centrale sarà a Roma . Molti ragazzi stanno organizzando pullman per andare a Roma per manifestare direttamente li (anche alcuni studenti del mio istituto stanno organizzando una cosa del genere).Con questa manifestazione vedremo la politica come risponderà le risposte posso essere di 2 tipi:

1) menefreghismo totale quindi il decreto diventerà legge
2)i politici in primis la Gelmini si convinceranno di aver fatto un decreto che rovinerebbe la scuola e se sarebbe passato avrebbe aumentato l'indice d'ignoranza e quindi non diventerà legge

secondo voi quale sarà la risposta??

23 ottobre 2008

Riforma Gelmini Vs Proteste studentesche


La "nuova" scuola del ministro Gelmini, oltre al voto in condotta, al giudizio espresso in numeri e l'insegnamento dell'educazione civica, prevede anche il maestro unico per la scuola primaria (anche se nell'anno scolastico 2009-2010 riguarderà solo la prima classe del ciclo) e il prolungamento dei tempi di utilizzazione dei libri: gli istituti scolastici dovranno adottare i testi solo da editori che si sono impegnati a mantenere il contenuto invariato per un quinquennio. Maestro unico e libri sono stati introdotti a sorpresa nel decreto legge varato dal Governo nel primo consiglio dei Ministri al rientro delle vacanze, il 28 agosto e pubblicati sulla gazzetta ufficiale.

Un unico insegnante alle elementari. Nel testo del dl contenente disposizioni urgenti in materia di istruzione e università si legge all'articolo 4 che l'insegnante unico nella scuola primaria sarà introdotto ''nell'ambito degli obiettivi di contenimento di cui all'art. 64 del decreto-legge 25 giugno 2008". In più le classi funzioneranno con un orario di 24 ore settimanali. La misura rientra tra gli interventi varati dal Governo per una maggiore razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili. Questa norma è destinata ad aprire un duro confronto con i sindacati, visto che potrebbe costare, secondo una stima del Centro studi per la scuola pubblica, oltre 83mila posti. Ma il ministro ha precisato che sarà un cambiamento soft: "Dall'anno scolastico 2009-2010 sarà introdotto solo nella prima classe del ciclo e quindi entrerà a regime gradualmente" ha spiegato Mariastella Gelmini.

Libri validi per 5 anni. Quanto al caro-libri, su cui è sempre in corso un monitoraggio dell'Antitrust, il decreto-legge prevede che gli organi scolastici adottino libri di testo per i quali l'editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo appendici di aggiornamento eventualmente necessarie, da "rendere separatamente disponibili": l'adozione dei libri di testo avverrà dunque con cadenza quinquennale. Questo provvedimento ha alzato un polverone nell'Associazione Italiana Editori (Aie). Enrico Greco, presidente del Gruppo Editoria scolastica dell'Aie ha letto "con raccapriccio" l'articolo 5 del dl. "Senza nessuna consultazione del settore il ministro Gelmini ha deciso di bloccare per 5 anni le adozioni dei libri di testo, ignorando i costi sociali altissimi che ne deriveranno. Se ne assume ogni responsabilità".

Meno insegnanti ma meno pagati. Il ministro ha anche assicurato che il tempo pieno non sarà toccato: "Non è affatto incompatibile con il ritorno del maestro unico". E continua: "Aver introdotto un team di tre insegnanti non corrispondeva a esigenze pedagogiche e formative. Ho piuttosto l'impressione che sia servito soltanto a far aumentare il numero degli insegnanti. E la cosa mi pare piuttosto illogica visto che il numero dei bambini in classe durante gli anni è diminuito per il calo delle nascite".

Insomma, troppi prof: "Una scuola che attualmente conta circa un milione e 300 mila dipendenti, un numero sproporzionato di personale, conseguenza anche di scelte come quella del team di insegnanti nel primo ciclo, è una scuola che non ha futuro. Non ha futuro perchè spende il 97% del proprio bilancio in stipendi, una spesa 'ingessata' che non consente al settore di rinnovarsi". La Gelmini ha confermato l'intenzione di valorizzare la professione docente: "In prospettiva vorrei avere meno insegnanti ma meglio pagati".