28 agosto 2012
Formula E
7 maggio 2012
Lo scudetto è Bianconero
3 aprile 2012
Antonio Cassano torna in campo
12 marzo 2012
Addio tessera del tifoso: arriva una «fidelity»
4 aprile 2011
14 marzo 2011
Il "raggio" verde
22 ottobre 2010
Azzurrini: arriva Ciro Ferrara
13 luglio 2010
La festa infinita della Spagna
12 luglio 2010
Spagna sul tetto del Mondo!!!

E' il capitano spagnolo Casillas a sollevare al cielo la Coppa del Mondo consegnata poche ore prima da Fabio Cannavaro, ma è Iniesta l'«hombre del partido». Dopo 90 minuti di nervosismo, qualche calcione di troppo e diverse occasioni sbagliate, alcune delle quali davvero clamorose, il fuoriclasse del Barcellona decide il match al 116' minuto con un diagonale che batte Stekelemburg. Qualche minuto prima una sua accelerazione aveva provocato l'espulsione di Heitinga. Per la Spagna è il primo trionfo della storia, per molti dei suoi campioni un bis dolcissimo dopo l'Europeo di due anni fa.
25 giugno 2010
Italia vs Slovacchia (2)
«È la sconfitta peggiore, più brutta anche della Corea. È una pagina nera. Non mi vergogno a dirlo: nello spogliatoio ho pianto». La figuraccia planetaria è nelle parole di Fabio Cannavaro. Che, finito nella polvere e stordito dalla delusione, ha ancora un impeto d’orgoglio. «Nel 2006 ho portato una coppa, ora sono qui a metterci la faccia» dice nella sua ultima conferenza stampa da capitano degli azzurri. E poi lancia un fendente anti-sistema destinato a fare rumore: «Il fallimento della nazionale è il fallimento del calcio italiano e dei club. O qualcuno si prende, e subito, le proprie responsabilità o altrimenti ci metteremo altri 26 anni per vincere un Mondiale».
21 giugno 2010
11 giugno 2010
South Africa 2010... Ci siamo!!! (Ma...)

«Ci siamo» dice Mama Lolo versando il caffè. E’ una mattina fredda e nelle strade di Soweto strombazza già il richiamo delle vuvuzelas. «Il mondo nelle mani dei Bafana» titola lo Star. Grande foto: un grappolo di mani nere e bianche aggrappate alla coppa d’oro. Ci siamo: dopo sei anni e almeno 4 miliardi di euro la calabash di Soccer City, il grande stadio a forma di pentolone ai margini dell’ex ghetto nero a sud di Johannesburg, sta per scodellare la prima delle 64 portate/partite di questa World Cup 2010. «Siamo tutti africani», ha cantato ieri sera l’arcivescovo ultraottantenne Desmond Tutu al concertone di apertura, dimenandosi sul palco dell’Orlando Stadium manco fosse Shakira.
Il dodicesimo sudafricano in campo doveva essere Nelson Mandela. Ieri Cristiano Ronaldo gli ha portato una maglia della nazionale portoghese con il numero 91, tanti sono i suoi fragili anni di pacifico lottatore. Mandela non ci sarà arrivata una notizia tragica, la morte di una bisnipotina del leader che dopo 27 anni di prigione ha sconfitto l’apartheid. Zenani, 13 anni compiuti due giorni fa, tornava dal concertone di Shakira. L’auto su cui viaggiava si è ribaltata sulla tangenziale
10 giugno 2010
Se... tutti giù dal carro!
Il pensiero al pepe, che non manca mai, è dedicato ai salitori di professione sul carro dei vincitori. «Giù dal pullman», grida il ct rivolto a chi, dentro e fuori i palazzi del potere, ha cercato di intossicare l’ambiente azzurro con polemiche e accuse. «Tutte le categorie vogliono dire la loro, e che la dicano. Non ci scalfiscono». Poi parte l’avvertimento: «Se vinciamo il Mondiale questa volta non ce li faccio salire sul pullman a festeggiare. Non succederà, ma se dovesse succedere…
29 aprile 2010
Il re di Camp "Mou" Nou
«El rey del Camp Mou». «Mou, te lo sei guadagnato». «José, genio della tattica». La stampa di mezzo mondo rende omaggio allo Special One: dallo spagnolo "Marca" al britannico "Independent", fino ai quotidiani sudamericani, le braccia alzate del tecnico portoghese davanti ai 90 mila tifosi catalani rappresentano la foto simbolo della qualificazione nerazzurra alla finale di Champions League. A Barcellona, però, masticano amaro. Molto amaro. Perché alla "remuntada", da quelle parti, ci credevano eccome. E invece gli assalti di Messi e compagni si sono schiantati contro il muro dell'Inter. Un capolavoro tattico di Mourinho, riassumono i commenti degli inviati sportivi. Anche se non mancano le critiche all'atteggiamento in campo dei nerazzurri: per il "Mundo", si è trattato di «anti calcio totale».
P.s= Volevo chiedere scusa se in questi giorno non ho potuto commentare i vostri Blog,sono successo alcune cose.Mi è arrivato il libro "A rivedere le stelle! libro che consiglio a tutti di acquistare :) per i prossimi giorni non verrò a commentare.Chiedo ancora scusa (vorrei concentrami al massimo sul libro da leggere :-)
31 marzo 2010
Escursioni no-limits per disabili

Parigi val bene una messa», sostenne Enrico di Navarra che, per poter andare nella ville lumière a farsi incoronare re di Francia nel 1594, decise di convertirsi al cattolicesimo. Già allora era nota come città straordinaria e oggi Parigi è senz’altro una meta alla portata delle persone disabili, per accessibilità, servizi e collegamenti. Ma la Francia non è solo la sua pur meravigliosa capitale, e anche per chi, persona con disabilità motoria, sensoriale o intellettiva, pensa di coniugare cultura, natura e avventura, il Paese transalpino non manca di offrire spunti interessanti per un soggiorno un po’ fuori dagli schemi, magari con l’idea di stimolare proposte simili anche per l’Italia.
18 febbraio 2010
Piccola grande Arianna; un'altra medaglia all'Italia

Il primo bronzo olimpico l'aveva diviso con le compagne: Torino 2006, terzo posto in staffetta, il tripudio del Palavela per quello scricciolo biondo e spericolato. Arianna Fontana aveva appena sedici anni, a quei tempi. Troppo piccola anche solo per crederci. La peperina dello short track, però, non si è adagiata sugli allori e ha continuato a scheggiare il ghiaccio con i suoi pattini veloci: è cresciuta, eccome se è cresciuta. Nella testa e nei muscoli. E a Vancouver è finita di nuovo sul podio: terza nei 500 metri, una medaglia tutta per sé da appendere al collo e portarsi a casa, la prima individuale dell'Italia nella specialità . A vent'anni non ancora compiuti.
12 febbraio 2010
Vancouvero 2010? Ci siamo!!
17 dicembre 2009
Le assurdità nello sport
Era da tempo che non mettevo un video divertente-sportivo. A causa di una salute non perfetta vi lascio con questo video, mi raccomando controllate sempre nei "blog amici" se manca qualcuno!!
19 ottobre 2009
Sunderland-Liverpool non si ripeterà!
Non si ripeterà la partita, finita 1-0 tra Sunderland e Liverpool nonostante «il macroscopico errore» del direttore di gara che ha convalidato la rete di Darren Bent dopo l'evidente deviazione di un pallone da spiaggia lanciato in campo per ironia della sorte da un bambino tifoso del Liverpool. La Premier League ha confermato infatti che non verrà presa in considerazione la ripetizione della gara, pur condizionata dall'errore dell'arbitro Mike Jones. D'accordo con la decisione del governo del calcio inglese Rafa Benitez, allenatore del Liverpool: «Sono cose che capitano. Si è trattato di una decisione tecnica, non conoscevo il regolamento. Ma bisogna accettare il verdetto del campo».
6 ottobre 2009
Bunjee jumping: Stavolta la corda si è spezzata!
Tragedia sfiorata per un turista in Thailandia: si lancia per provare il brivido del bungee jumping in un volo da 50 metri, il cavo elastico si spezza improvvisamente. L'uomo si schianta in acqua, ma sopravvive. Una scioccante sequenza filmata della vacanza sull'isola di Phuket: il protagonista è il giovane Rishi Baveja. Il 22enne studente britannico a Cambridge voleva festeggiare i buoni voti dell'università con un'impresa estrema e indimenticabile. Che ora, probabilmente, ricorderà per tutta la vita. Nel breve video si vede un collaboratore legare la fune e la imbracatura di sicurezza ai piedi del ragazzo che è stato portato in cima alla piattaforma del centro Jungle Bungy a Kathu. Sotto di lui c'è la superficie di una laguna. Poi, il lancio nel vuoto a testa in giù. E di colpo ecco verificarsi l'impensabile: la corda si spezza e il saltatore si schianta rovinosamente in acqua. A 130 chilometri orari. La sua fortuna: è riuscito a fare in modo che la forza dell'impatto si concentrasse sullo stomaco e che non cadesse con la testa. Questo gli ha salvato la vita.