12 agosto 2009

L'ennesima stronzata della Lega sui dialetti

Una fesseria,Una buffonata,Una sciocchezza. Sono alcuni dei commenti suscitati dalla proposta del ministro per le Politiche agricole, Luca Zaia, egli dice:La Lega esorta la Rai a mandare in onda le fiction di grande ascolto in dialetto con i sottotitoli, oppure per chi ha la televisione in digitale, di aggiungere al canale audio anche la versione dialettale,sarebbe bello se uno dei canali radio fosse interamente dedicato a tutti i dialetti d'Italia con rigorosa par condicio regionale. La Rai non fa nulla per promuovere la cultura locale e i risultati sono sotto gli occhi di tutti , ha detto Zaia Rai 3 doveva occuparsi della valorizzazione della lingua locale, della storia e della cultura delle diverse realtà regionali ed è invece diventata un canale fortemente ideologizzato che ha altri scopi. Non ci sarebbe nulla di male a presentare un programma in dialetto», prosegue il ministro. «In quei programmi dove si presentano proprio la territorialità e i prodotti tipici, per esempio, i piatti spiegati con l'idioma locale avrebbero un altro "gusto" rispetto all'italianizzazione dei nomi di quei prodotti. Noi eravamo impegnati a difendere gli interessi del mondo produttivo e lavorativo del Nord. Loro facevano i concorsi alla Rai e la maggioranza dei telegiornalisti e dei presentatori sono romani

P.S= La lega ci "soprende" sempre però se vogliamo dirla tutta: E' una vergogna

10 agosto 2009

Autopsia a Careggi sul corpo di Daniel Jarque


La Spagna è sotto choc, annichilita, arrabbiata, in lacrime. Il dramma di Dani Jarque, il capitano dell´Espanyol morto sabato notte mentre era in ritiro a Coverciano, riapre inquietanti interrogativi sui controlli sulla salute degli atleti spagnoli, non nuovi a simili tragedie. Il 25 agosto 2007 il difensore del Siviglia Antonio Puerta si accasciò al suolo durante la partita con il Getafe: morì tre giorni dopo. Il 31 ottobre scorso, invece, il centrocampista del Real Madrid Ruben de la Red fu colpito da una sincope durante una partita di Coppa del Re, e si temette il peggio. Poi si riprese, gli sono stati diagnosticati problemi cardiaci ed è stato fermato. «Io sono stato fortunato, il destino mi ha aiutato» ha detto de la Red appena saputo della morte di Jarque. E poi ha aggiunto: «È necessario lavorare perché episodi del genere non si ripetano più». Intanto ieri mattina l´Espanyol ha lasciato il Centro tecnico di Coverciano ed è tornato a Barcellona. Nessuno ha detto niente. I giocatori sono saliti in silenzio sul pullman, visibilmente scossi, e si sono diretti all´aeroporto. Ad aspettare la squadra nel nuovissimo stadio Cornella-El Prat (è stato inaugurato una settimana fa) c´erano centinaia di tifosi, che già nella notte si erano radunati davanti al cancello 21, quello corrispondente al numero di maglia del capitano. Sciarpe, bandiere, messaggi e tante lacrime. I tifosi hanno chiesto che lo stadio venga intitolato a Jarque e che venga ritirata la maglia numero 21. Cordoglio per la scomparsa di Jarque da parte di tutto il mondo del calcio, la federazione catalana ha proclamato tre giorni di lutto.

5 agosto 2009

Gianni Celeste: Non ci sei

Gianni Celeste: Ci sei (o Non ci sei)

Stare insieme e poi lasciarsi mi fa veramente male proverò a fermare il cuore cancellare quei ricordi incontrarsi e non guardarsi e star male e non curarsi e distruggere la vita per non dire ormai e finita io che mi illudevo sempre piu non capivo che sbagliavo e tu tu decisa nella scelta tua mi hai ferito e ancora pensooo Quel tuo viso dolce che oramai non potrei dimenticare sai e la voglia di stare con te sai mi spezza adesso il cuore chiudo gli occhi ed io senza di te c'era l'anima ed il cuore ho provato a dirti t'amo e tu hai già cancellato me provero a dimenticarti cercherò di non pensarti questa voglia che mi prende sogno ormai nun serve a niente non ci sei,non ci sei Riprovarci e poi lasciarsi delusioni gia rimaste che mi resta della vita se non mi sei piu vicino io che mi illudevo sempre piu non capivo che sbagliavo e tu tu decisa nella scelta tua mi hai ferito e ancora pensooo Quel tuo viso dolce che oramai non potrei dimenticare sai e la voglia di stare con te sai mi spezza adesso il cuore chiudo gli occhio ed io senza di te c'era l'anima ed il cuore ho provato a dirti t'amo e tu hai già cancellato me provero a dimenticarti cercherò di non pensarti questa voglia che mi prende sogno ormai nun serve a niente non ci sei,non ci sei

3 agosto 2009

Massa esce dall'ospedale, torna in Brasile

Felipe Massa è stato dimesso dall'ospedale di Budapest dove era ricoverato dopo l'incidente di sabato 25 luglio nelle prove del Gp d'Ungheria e si è imbarcato su un volo privato diretto a San Paolo del Brasile. Il pilota della Ferrari ha raggiunto in ambulanza l'aeroporto accompagnato dalla moglie e dal medico personale, poi è sceso dalla barella ed è salito con le sue gambe sul velivolo. L'occhio sinistro è ancora semichiuso e visibilmente tumefatto dopo il terribile impatto con una molla persa dalla Brawn di Barrichello e la seguente operazione. Ora so cosa mi è successo. L'incidente è avvHo ancora segni dell'operazione, ma il mio primo desiderio è tornare a casa e iniziare il recupero. Ora mi sento molto meglio e voglio guarire nel minor tempo possibile per tornare in pista al più presto al volante di una Ferrari. Non penso che Schumacher abbia bisogno di consigli, è bravissimo e sa vincere. È stata fatta la miglior scelta possibile, dando la macchina a una persona fantastica e sono sicuro che tutti saranno contenti di vederlo tornare a correre. Però io spero tanto di poter tornare in pista con la Ferrari il prima possibile», ha detto il brasiliano. «Voglio ringraziare anche chi ha pregato per me, coloro che mi ha scritto attraverso il mio sito e quello della Ferrari e che hanno sperato che tutto andasse per il meglio. Sono stati tantissimi, anche persone che non si interessano di Formula 1 ma hanno saputo quello che mi era accaduto: li ringrazio e voglio dire a tutti che anch'io prego per loro. La mia famiglia poi mi è stata vicinissima e sarà fondamentale anche in futuro. E poi c'è un'altra famiglia che devo ringraziare, la famiglia Ferrari: sono stati fantastici, ci hanno aiutato in tutti i modi e far parte di questo gruppo mi dà tanta emozioneenuto sabato, io mi sono svegliato in ospedale martedì e non sapevo cosa fosse accaduto»,