9 febbraio 2010
8 febbraio 2010
5 febbraio 2010
Incatena il figlio per andare a lavorare

L’immagine è di quelle choc: un bimbo infagottato in un giaccone colorato, che regge la catena con cui il padre lo ha legato ad un lampione, mentre un lucchetto gli blocca la caviglia per impedire che si muova. Per noi occidentali, un esempio di crudeltà infinita. Ma per molti cinesi senza uno stipendio fisso e costretti a sbarcare il lunario facendo i lavori più umili e malpagati, questo è il solo modo che hanno per tenere d’occhio i propri figli ed evitare così che vengano portati via per essere magari venduti da gente senza scrupoli.
4 febbraio 2010
3 febbraio 2010
Per un "pugno" di cocaina
È bufera su Morgan. Una dichiarazione del cantautore ha scatenato mille polemiche e messo in dubbio la sua partecipazione al Festival di Sanremo tant'è che in serata ho dovuto precisare il senso delle sue affermazioni.Ecco cosa è accaduto. Il canuto cantautore ha scandalizzato tutti con le sue dichiarazioni sull'uso di stupefacenti: «Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perché non ho voglia di tirare su l'intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura». E ancora sull'uso di droga e sul fatto che chiunque abbia lavorato con lui in tv non perde occasione per raccontare le volte che si è presentato strafatto agli studi Rai, dice: «Perché io sono trasparente. La gente parla di me perché sono aperto, e così si sentono in diritto di non rispettare la mia privacy». E al giornalista, che gli chiede se nel momento del colloquio è "fatto", Morgan spiega: «Sì, completamente. Ne faccio un uso quotidiano e regolare». Poi una domanda sul suicidio di suo padre: «Lasciamolo in pace... Mi dispiace tanto, poverino... è stata la depressione, problemi di soldi. Sicuramente la depressione è nata quel giorno. E anche la mia follia». E conclude: «Sai cosa mi salva veramente? Mangio un sacco di frutta....».
P.s= Studio!!!!! :-)
2 febbraio 2010
Anche le donne mettono i guantoni!

Una regola vale per tutti: l’aggressore, per quanto potente sia, non potrà mai allenare collo, occhi e genitali. È nei punti deboli che si deve colpire per farla franca. Per il resto, dalle arti marziali ai metodi di attacco dell’esercito israeliano, le tecniche e i corsi di difesa personale sono diversi tra loro e hanno un successo crescente. Come se nel privato Milano (ma lo stesso succede anche a Roma, Padova e Torino) stesse in assetto da guerra, affilasse le armi. Riguarda le donne, soprattutto – non è più una novità – ma negli ultimi tempi anche i cittadini più piccoli. Sono i genitori a chiedere che i propri figli vengano preparati a non subire le aggressioni e a contrattaccare, davanti a bulli e malintenzionati. Molti istruttori vengono chiamati dagli stessi istituti scolastici e altri creano workshop ad hoc dedicati ai minori.